Di grande carattere: lo stile femminile delle muse preraffaellite
L’immagine comunica che l’arte preraffaellita rappresenta il volto di una donna dagli occhi lucenti, circondato da una massa di capelli sciolti, che guarda con intensità. Non è triste né allegro, ma carico di passione; ha un fascino inquietante che cattura l’attenzione, restando remoto, impersonale e distante.

A metà Ottocento emerse una nuova concezione della donna, ispirata dalle muse che contribuirono al successo di un gruppo di artisti inglesi. I capolavori conservati alla Tate Britain di Londra raccontano la vita dei protagonisti di questa confraternita, fondata nel 1849 da John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, a cui si unirono successivamente altri artisti.

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L’ambizione? Una pittura non rinascimentale, ma ispirata all’autenticità dell’arte medievale precedente a Raffaello. Donne alte, slanciate, dal profilo romano e labbra rosse e carnose sembravano promettere una voluttà tenace.
BELLEZZA E MODERNITÀ
Nulla fu più forte della passione, si dice mai consumata, tra Jane Morris (moglie di William Morris, padre del movimento Arts and Crafts) e Rossetti, che di lei disse “una bellezza come la sua è geniale”. I suoi abiti lunghi, ampi ed eleganti, senza colletto né bustino, divennero una moda nel gruppo, realizzati con tessuti preziosi e stampati.
La donna poteva finalmente essere bella senza abiti costrittivi o fronzoli. Nel 1893, artisti e designer fondarono la Healthy and Artistic Dress Union. Le donne si identificarono con la “nuova donna”, ampliando il mercato della moda.

Pensierosa
In The Day Dream (1880) a posare per Dante Gabriel Rossetti è Jane Morris, suo segreto amore. Non a caso, fra le mani porta qualche fiore di caprifoglio, simboli dei legami amorosi.
Se questa storia vi ha appassionato, prendete nota, non fatevela
sfuggire….

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